Pittori e patrioti

Roma, Il Vittoriano, Museo del Risorgimento

20 Responses to Pittori e patrioti

  1. lorenzovalle88 says:

    Non ho ancora mai visitato il Museo del Risorgimento di Roma (mi sono documentato su cosa contiene sul suo sito http://www.risorgimento.it/home_museo_ita.asp), e nemmeno quello di Torino, situato nel Palazzo Carignano (http://www.museorisorgimentotorino.it/museo.php) e peraltro recentemente rinnovato. Sono lacune che dovrò colmare.

    La seconda stanza della mostra Esperienza Italia nelle OGR ospita una serie di quadri, dipinti da artisti italiani e non solo (c’era, per esempio, un bel ritratto di donna firmato Francisco Goya), che mostrano scene risorgimentali, di viaggio o di battaglia, ambientate nelle campagne o in città, con autorità e contadini, soldati e damigelle. Ho trovato molto suggestiva questa serie di opere d’arte, oltre che per la loro oggettiva bellezza e ricchezza di particolari, in quanto mostrano diverse sfaccettature del periodo in cui “si faceva” l’Italia, rendendo quel periodo un po’ meno lontano ai nostri occhi. Le grandi dimensioni di molti dei quadri esposti, inoltre, aumentano il senso di immersione nell’epoca. Unico neo, il divieto di scattare foto in quella stanza: non bastava evitare di usare il flash?

  2. Eccoti accontentato per le foto, Lorenzo:
    https://picasaweb.google.com/lh/photo/7wZEunNR4EgEqwCEt-QwJdyfYEl0UGB_7gywBsQScBw?feat=directlink

    Questa foto – scattata senza flash – rappresenta un gruppo di soldati e ricorda molto il quadro di Pellizza da Volpedo, proposto nella sezione precedente “Cominciò con loro” in quanto i soggetti sono in marcia verso il punto di osservazione di chi guarda l’opera.

    Foto 2: https://picasaweb.google.com/lh/photo/bUkVax-wAK4spcCOLJfXFdyfYEl0UGB_7gywBsQScBw?feat=directlink
    Se nella sala precedente abbiamo riscontrato una scarsa presenza di figure femminili, qui la situazione è di sostanziale equilibrio tra uomini e donne, seppure spesso esse rappresentino ed evochino valori simbolici come la libertà o la meditazione (molto interessante il quadro con la classica immagine della donna con il seno scoperto).

  3. Il paragone con l’Altare della Patria di piazza Venezia, a Roma, lo trovo calzante anche per l’effetto di grandiosità che alcuni quadri riescono a dare, esattamente come il Vittoriano, molto imponente. In sintesi, anche vicino ad un quadro molto grande con soggetti quasi in scala reale 1:1, ci si può sentire piccoli e semplici osservatori come di fronte ad un palazzo come il monumento a Vittorio Emanuele II.

    Foto: https://picasaweb.google.com/lh/photo/5uVviW9lbxpd_wEmdWaly9yfYEl0UGB_7gywBsQScBw?feat=directlink

  4. beatricemaolucci says:

    https://picasaweb.google.com/112298274394366791224/OGRFareGliItaliani?authkey=Gv1sRgCMXny6uAlsbVKQ&feat=directlink

    F.HAYEZ “La Meditazione” 1851
    Sono gli anni della delusione risorgimentale. L’opera rappresenta un’Italia che medita sul suo essere oppressa. La donna in primo piano esprime la malinconia della coscienza contamporanea.

  5. beatricemaolucci says:

    Questa sala, nella sua semplicità è di grande pathos. E’ classica nell’impostazione, rappresenta tutto ciò che ci aspetteremmo da una tale esposizione artistica, né più né meno. Ma concordo con i curatori in questa scelta, non serviva altro in quest’isola. Forse si sarebbero potuti inserire pannelli integrativi interattivi o altre forme di “giochi digitali” presenti ad esempio nelle altre isole ma qui sarebbero diventati un surplus. In tal modo invece la sala può funzionare da limbo per gli spettatori, solitamente non abituati a mostre interattive così come quella in questione. “Pittori e Patrioti” avvicina gradualmente lo spettatore, lo connette emotivamente, lo prepara psicologicamente e lo appaga attraverso l’esposizione di dipinti suggestivi, “senza strafare”…per quello ci sarà tempo dopo.

  6. Susanna Aruga says:

    Ho apprezzato moltissimo questa sala perchè porta qualcosa di classico e tradizionale in un allestimento moderno e nuovo – almeno per me.
    Quello che mi ha fatto più piacere è stato vedere tra i primi soggetti rappresentati uno degli eroi indiscussi della nostra città: Pietro Micca, che per la libertà del suoi popolo e per onore della propria Patria ha lasciato la vita.

    Riproduzione in piccola scala del quadro di Pietro Micca presente alle OGR.

  7. veronicamolinari says:

    Concordo con Beatrice. Il quadro La Meditazione (1851) di Francesco Hayez esprime proprio quello che era lo stato d’animo degli italiani di quegli anni. D’altronde, Hayez è stato sicuramente tra i più grandi, se non il più grande, dei “pittori di storia”. La sua pittura è stata molto efficace per diffondere nell’animo degli Italiani una comune coscienza di Nazione, volta a proporre un eroico passato contro la tirannide ed in favore della libertà. Le rappresentazioni di Hayez sono “vere”, ma al vero si associa anche il “bello”, l’idealità; quindi, la realtà non viene mai interpretata in maniera “cruda”.
    Legato a questa corrente “realista”, o nel suo caso meglio “macchiaiola” , e che merita, secondo me, una particolare menzione è Giovanni Fattori. Tra i suoi quadri trovo molto significativo Campo italiano alla battaglia di Magenta (1861 – 1862, olio su tela, 232×348 cm, Firenze, Galleria d’Arte Moderna).

    https://picasaweb.google.com/107326003607827861719/FareGliItaliani?authkey=Gv1sRgCOy5s5mN-b-uUQ&feat=directlink

    Qui l’artista non rappresenta un momento di battaglia, ma il “mesto” e allo stesso tempo dignitoso ritorno dei sopravvissuti: alcuni avanzano a piedi, altri a cavallo, mentre i feriti più gravi vengono trasportati su un carro. Sullo sfondo, quasi “sfocata”, compare la città di Magenta; mentre il sovrastante cielo azzurro, appena velato da qualche nube, suggerisce al visitatore un senso di tranquillità.

  8. stefanoguidotti says:

    “Come una la Patria, una sarà l’Arte italiana”.
    Questo fu il principio ispiratore delle prime esposizioni di belle arti, fin dal 1861, ed è anche la frase che caratterizza questa sala.
    Il tema è il linguaggio pittorico, con un allestimento d’impostazione classica, in cui il ruolo protagonista viene lasciato ai quadri. La sala è semplice e sobria; i dipinti sono disposti sulle pareti e al centro della stanza su un piedistallo di legno, in continuità con quello della sala precedente. I temi dei quadri costituiscono la rappresentazione iconografica di fatti storici e valori inerenti il Risorgimento Italiano. L’attenzione viene subito catturata dai dipinti di maggiori dimensioni, i quali rappresentano gli avvenimenti più significativi: lo “Sbarco di Garibaldi” e la “Breccia di Porta Pia”.
    Link alle immagini di questi quadri:
    http://it.wikipedia.org/wiki/File:Eleuterio_Pagliano,_Lo_sbarco_di_Garibaldi.jpg
    http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/05/garibaldi01g.jpg

    La sala si pone in discontinuità con il resto della mostra, perchè non presenta elementi multimediali e interattivi. Credo che l’intento di lasciare pieno spazio ai quadri sia stato corretto. L’Arte non ha bisogno di nient’altro, fuorchè sé stessa e chi la osserva, in un contesto di rispettosa contemplazione. Tuttavia, dato che il patrimonio artistico è una delle essenza del nostro Paese, penso che si sarebbe potuto concedere maggiore rilevanza a questo tema, magari dedicandogli un isola tematica più specifica e strutturata.

  9. valeriavittoriabucelli says:

    La seconda sala, intitolata “Pittori e Patrioti”, presenta un’impostazione classica e proprio questa sua caratteristica la distingue dal resto della mostra.
    I dipinti presenti in questa sala toccano emotivamente il visitatore. Sono presenti quadri di grandi dimensioni i quali, con la loro magnificenza, riescono a coinvolgere lo spettatore. Tra questi possiamo ricordare il dipinto di Eleuterio Pagliano intitolato “Lo sbarco di Garibaldi e dei suoi Cacciatori delle Alpi a Sesto Calende il 23 maggio del 1859” (http://www.marcopolovr.it/risorgimento/protagonisti/artisti/pagliano.htm) e il quadro di Michele Cammarano intitolato “Breccia di Porta Pia” (http://museodicapodimonte.campaniabeniculturali.it/itinerari-tematici/galleria-di-immagini/OA900271).
    Il quadro che ho più apprezzato è “La Meditazione” di Francesco Hayez. http://www.italica.rai.it/scheda.php?scheda=giornate_meditazione&cat=arte
    Hayez è il più noto pittore risorgimentale: con questo quadro, dipinto nel 1851, l’artista ha voluto esprimere la delusione che colpì Milano dopo le cosiddette “Cinque giornate”. La ragazza mostra il dolore che colpì tutti i patriotti italiani dopo il fallimento dei moti del 1848.

  10. giovannagennatiempo says:

    Oltre alla scelta stilistica di questa sala molto diversa dalle altre, di chiaro stampo “tradizionalista”, io vi ho letto anche una scelta strategica che mettesse in collegamento questa mostra con quella parallela presente alla Reggia di Venaria: “La Bella Italia”.
    Qui lo spirito della mostra è di unificare le dieci principali città italiane sotto il segno dell’arte figurativa, della scultura e dell’artigianato di pregio.
    Io l’ho visitata e consiglio a tutti di cogliere l’occasione di poter assistere alla raccolta di così tante opere di grande valore in un unico luogo; è un’esperienza unica nel suo genere:
    http://www.lavenaria.it/mostre/ita/mostre/archivio/2011/bella_italia.shtml

  11. P.s. La riproduzione della foto dell’inaugurazione del Vittoriano è presente nell’isola dei Mezzi di comunicazione di massa.

    Foto in cui si vede la teca e la didascalia della foto:
    https://picasaweb.google.com/lh/photo/r0beeLlF1VMVhQARzfKQV9yfYEl0UGB_7gywBsQScBw?feat=directlink

  12. silviafrancescacalvi says:

    Entrando in questa sala, si abbandona l’impatto emotivo dell’ingresso alla mostra e si ha l’impressione di entrare in un ambiente espositivo più “classico” e accademico, con un’illuminazione diffusa e piena, ben lontana dagli ambienti bui e dalle proiezioni “disordinate” delle altre isole.

    (immagine di riproduzione della sala: http://i1212.photobucket.com/albums/cc450/mokamok/1.jpg)

    Questo linguaggio espositivo conferisce stabilità all’effetto iniziale di straniamento e riporta il visitatore in un ambiente più “convenzionale”, dove anche il contenuto della sala è rappresentato da quadri di ispirazione realista e neoclassica, tutti di periodo Risorgimentale chiaramente in tema con l’Unità Nazionale.
    Si tratta di una narrazione, un racconto prodotto e lasciato dai nostri antenati – artisti e pittori – a noi stessi, uomini del futuro.

    Per quanto realismo si possa trovare nel volto trafelato di Pietro Micca e nella “Meditazione” di Hayez, ciò che conta è il “tono” dei quadri, lo stile con cui sono orchestrati: vere e proprie finestre sul passato, uno sguardo sul Risorgimento esattamente come lo vedevano coloro che dipinsero le opere stesse.

    Quale scelta migliore, dunque, se non adottare un ambiente espositivo asettico, classico, puramente neutrale? L’opzione è totalmente coerente al contenuto e in opposizione netta al resto del percorso espositivo, ricco di livelli e trame diverse, punti multimediali, illuminazione e audio confusi, spazi totalmente inconvenzionali.

    La differenza? Nel momento in cui entriamo in questa stanza, siamo solo noi, italiani di oggi e del futuro per i “Pittori e Patrioti”, che guardiamo passivamente un passato già compiuto, attraverso le loro sagome di colore sulla tela.
    Varcata la soglia di questa seconda stanza, il multimediale – linguaggio tipico del nostro tempo – ci porterà ad interpretare e voler toccare con mano la frammentata e poliedrica realtà italiana, tra storia, temi, luoghi comuni e spazi che si compenetrano nell’ambiguità di infinite interpretazioni personali e fatte ora, nel presente.

  13. danielepilato says:

    Mi piacerebbe sottolineare più che i contenuti dell’isola la struttura iniziale della mostra: le prime due sale sono le uniche che obbligano il visitatore a seguire un percorso mentre il resto dell’esposizione risulta più libera, spesso eccessivamente dispersiva. Anche qui, il passaggio dal buio e, quasi, dal mistero di “Cominciò con loro” alla luce e, bisogna dirlo, al fresco di “Pittori e patrioti” colpisce il visitatore che magicamente viene proiettato nel più classico dei musei d’arte. Credo che i curatori abbiano scelto di “obbligare” il pubblico a effettuare questo percorso iniziale proprio per fargli provare queste sensazioni.
    L’isola tematica permette agli osservatori di ripassare un po’ la storia, creando collegamenti tra la propria conoscenza e quanto visto e, allo stesso tempo, godendo di alcune delle migliori espressioni artistiche italiane.
    Trovo molto pertinente e azzeccato il collegamento, proposto da Giovanna, con la mostra “La Bella Italia” di Venaria che presto visiterò. Sono anche d’accordo con Stefano G. quando reclama più spazio per “Pittori e patrioti” e per il patrimonio artistico italiano.

  14. francescapitera says:

    Come anticipato dai miei compagni nei post precedenti, questa seconda sala mantiene un’impostazione classica (tra l’altro è l’unica in cui non si possono scattare fotografie), creando un forte distacco dalle altre aree espositive ed esso sinceramente non mi ha entusiasmato.
    Sono stati esposti diversi dipinti che ci “raccontano” l’Italia risorgimentale attraverso il lavoro di giovani pittori, i quali diventano interpreti e propagandisti dell’Unità.
    Come i miei compagni, ho apprezzato in particolare un’opera: “la mediazione” di Hayez, il quale è uno dei miei pittori preferiti.

    • chiararomanelli says:

      Probabilmente, a vedere dai commenti fino ad ora postati, sono l’unica a pensarla a questo modo, ma non definirei questa sala esattamente “tradizionale” e “accademica”.
      E’ importante notare come i quadri proposti siano stati realizzati da pittori non famosi (a parte naturalmente Hayez). Sono tutti giovani patrioti che hanno vissuto in prima persona ciò che hanno dipinto, offrendoci quindi delle vere e proprie “fotografie dell’epoca”.
      Nonostante molti dei quadri presentati siano stati in esposizione anche nella prestigiosa Accademia di Brera, si può dire che le opere in sè vadano in secondo piano rispetto all’intento comunicativo più profondo della sala.
      Se quest’area avesse uno scopo puramente “accademico” e “tradizionale”, credo che i curatori avrebbero deciso di esporre quadri di diversa natura.
      Probabilmente la scelta di utilizzare un tipo di allestimento “tradizionale” per intenti comunicativi “non tradizionali” è stata una scelta precisa, presa probabilmente con l’intento di creare anche un po’ di ambiguità.

  15. Il riferimento al Vittoriano c’è anche al Museo del Risorgimento dove c’è la dea madre sulla scalinata d’ingresso sovrastata dai gonfaloni di regioni e stati che hanno composto la nazione e posta in linea d’aria con la bandiera tricolore, simbolo dell’Italia unita.

    Link alla foto (descrizione sopra):
    https://picasaweb.google.com/lh/photo/di-i85f5NpoT5AnOvhf2HVZROB0AiFE-UMbTYlwpwYA?feat=directlink

  16. Sempre nella mostra di Palazzo Carignano ci sono quadri di dimensioni giganti. Foto sotto:
    https://picasaweb.google.com/lh/photo/lqXWZ4XkfxKkYqjyZ8ifvVZROB0AiFE-UMbTYlwpwYA?feat=directlink

    Riassumono alcuni degli episodi bellici principali di tutta l’esposizione. L’effetto è diverso da quello più modesto e meno imponente delle opere esposte nell’isola dei pittori dell Ogr. L’ultima sala (numero 30) di Palazzo Carignano infatti, era stata individuata per ospitare il primo Parlamento Italiano e per questo ha dimensioni così grandi. La sala è diametralmente opposta alla sala (non visitabile) del Parlamento Subalpino (foto sotto) restaurata in l’occasione del 150°:

    https://picasaweb.google.com/lh/photo/w0T_jBVlWxOJB09v_7fVRFZROB0AiFE-UMbTYlwpwYA?feat=directlink

  17. stefanoramondetti says:

    Dopo la prima sala, nella quale siamo introdotti nella mostra attraverso i personaggi chiave, anche nella seconda troviamo uno stampo fortemente storico. Ho particolarmente apprezzato la scelta dei curatori di unire varie tematiche rendendo la fruizione molto interessante e, in un certo senso, “multidisciplinare”: la storia infatti è raccontata tramite opere d’arte, che permettono così di vedere il processo di unificazione dall’interno, attraverso gli occhi e la sensibilità di chi, quegli eventi, li ha vissuti in prima persona o comunque ne è stato testimone ed ha deciso di renderli immortali. Dai personaggi, così, si passa alla presa di coscienza degli eventi che hanno fatto la storia del nostro paese, anche grazie al contributo di “anonimi” la cui unica memoria rimasta è proprio la loro presenza sulle tele: per non dimenticarsi mai che l’unificazione e tutti gli eventi successivi non sono stati opera solamente di alcune personalità di spicco, ma di un intero popolo.

  18. stefanoguidotti says:

    Dato il forte legame di quest’isola tematica con il Risorgimento e dopo aver letto nelle varie sezioni del blog i numerosi riferimenti di Emanuele al Museo del Risorgimento di Torino, inserisco il video di presentazione della riapertura di questo museo:

  19. Pingback: Pittori Bolognesi Websites | quadri famosi

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