La Chiesa


4 aprile 2005. Dopo la sosta di due giorni nell’Aula Clementina, il corpo di Giovanni Paolo II è condotto in processione all’interno della Basilica Vaticana. E’ portato a spalla dai sediari.

16 Responses to La Chiesa

  1. francescapitera says:

    Penso che ciò che ha fatto in vita Papa Giovanni Paolo II, oltre che il momento della sua morte, abbia toccato non solo i cattolici, ma anche gran parte del popolo italiano e non, che non credono in Dio o che non praticano regolarmente questa religione.
    Per quanto riguarda l’isola tematica all’interno della mostra ripeto la stessa precisazione già fatta per quanto riguarda l’area dedicata alla scuola: il dispositivo a forma di libro mi è piaciuto molto (link alla foto), ma anche in questo caso il suo funzionamento non viene indicato da nessuna parte (“sfogliandolo” le pagine del libro cambiano e “prendono vita”).

  2. stefanoramondetti says:

    Per quanto riguarda quest’isola tematica, l’elemento che più mi ha colpito è stato sicuramente il carro”allegorico” di una festa religiosa di paese, perchè coglie un aspetto, seppur meno istituzionale, tra i più importanti del ruolo della religione nel nostro paese: anche e soprattutto attraverso le rappresentazioni folcloristiche, di cui quelle legate alla religione sono tra le più diffuse e sentite, è infatti possibile capire davvero quello che sono stati, e sono tuttora, l’Italia e gli italiani.

  3. Personalmente ho trovato quest’isola un po’ stereotipata. L’immagine della processione – che ricorda anche la folla del video postato all’inizio di questa categoria sul blog – mi ricorda più un gregge di pecore che un gruppo di fedeli.

    Foto processione:
    https://picasaweb.google.com/lh/photo/fzm-5haYuIBjtFXLifdv5dyfYEl0UGB_7gywBsQScBw?feat=directlink

    Lo stesso carro apprezzato da Stefano a me è parso sfarzoso, anzi, circense e quindi legato ad un livello superficiale di immagine della chiesa che – nel bene e nel male – è stata anche altro per l’Italia e in Italia.

    Foto carro:
    https://picasaweb.google.com/lh/photo/4iEh-kzNWfU_4ojILxyT4NyfYEl0UGB_7gywBsQScBw?feat=directlink

    Ringrazio infine Francesca per aver condiviso la funzione del libro che durante la visita non avevo colto.

  4. Susanna Aruga says:

    Grazie a Francesca per la segnalazione sull’interattività del libro in mezzo all’area, non l’avevo notata! Senza dubbio l’importanza della figura “libro” che è stata scelta è significativa, per qualsiasi religione i libri sono sacri, in tutti i sensi, e dargli una posizione centrale ha senza dubbio centrato in pieno uno degli elementi fondanti di questo tema.

    L’importanza della Chiesa e della religiosità del nostro Paese è senza dubbio da riconoscere come tale, ma forse non l’avrei legata così tanto all'”italianità”, quanto più al territorio. Il Vaticano è nella penisola italiana, quindi ha un ruolo centrale, a volte anche politico, non indifferente, ma non tutti gli italiani sono o sono stati credenti nell’istituzione della Chiesa cattolica o in un qualsiasi altra professione religiosa quindi forse passando per quest’area molti si potrebbero sentire “esclusi”.

    Riguardo al carro allegorico sono combattuta (come su quelli reali che sfilano nelle processioni italiane dei santi patroni di paesi e città). Ho sempre pensato che praticare un certo credo sia qualcosa di personale e privato e che, come qualsiasi cosa se ostentata in piazza perde un po’ del suo valore. Rimane il fatto che il lavoro che c’è dietro di essi è enorme e va apprezzato, perchè chi se ne occupa ci crede davvero, e forse è giusto anche così.


    Particolare del carro, OGR.

  5. beatricemaolucci says:

    Difficile dibattere su questo tema, siamo forse troppo condizionati dal nostro essere credenti o meno. Io ritengo che la scelta di inserire un’isola tematica “Chiesa” sia stata più che corretta; nel bene e nel male, dal punto di vista politico, ideologico, religioso, culturale insomma,credo che l’istituzione ecclesiastica e la nostra religione cattolica abbiano più che forgiato la nostra italianità. Pensiamo ai nostri tratti culturali, alle nostre tradizioni, ai nostri riti, da dove provengono? il matrimonio, la famiglia, le festività, i modi di dire…
    Certo qualcosa manca a quest’isola, le critiche! tanto ci sarebbe da dire, tanti temi da sviluppare tanti dibattiti, manca qui l’altro lato della medaglia, il punto di vista dell’esclusione, dell’escluso…sarebbe stato bello invogliare un dibattito e fare un atto coraggioso come quello di inserire un’isola tematica sulla mafia. Proprio per questi motivi quest’isola mi ha deluso, ma come dicevo, rischio di essere influenzata dal “mio credo”.

  6. veronicamolinari says:

    Come i colleghi precedenti, anch’io ritengo che la Chiesa cattolica costituisca un importante punto di riferimento per il popolo italiano, nonostante la resistenza che ha opposto alla realizzazione dello Stato unitario. Certo, come dice Beatrice, è molto difficile dare un’opinione, qui, senza farsi influenzare dal fatto di essere credenti o non; tuttavia, personalmente, ritengo che, indipendentemente da questo, i suoi precetti e insegnamenti costituiscano un “freno” sociale notevole: sono, secondo me, una sorta di modelli di comportamento, che suggeriscono all’uomo quelle che sono le “buone maniere” e di come ci si comporta in una comunità, in quanto senza certi insegnamenti si tornerebbe, decisamente, allo stato ferino.

  7. valeriavittoriabucelli says:

    Concordo con Emanuele sul fatto che l’isola dedicata alla Chiesa Cattolica sia troppo stereotipata.
    Non ho apprezzato il carro allegorico presente nella sala: è legato a una tradizione religiosa molto distante dal mio credo. Come Susanna, ritengo che la fede dovrebbe essere un fatto privato.
    Avrei preferito un approccio critico al tema: il Vaticano ha influenzato notevolmente la politica dello Stato italiano, ma non tutti gli italiani sono cattolici e quindi avrei optato per un’area dedicata alla “Religione” in senso lato più che alla “Chiesa Cattolica”.

    Anche in questa sala, come nella precedente, è situato un dispositivo multimediale non segnalato. In questo caso si tratta di un apparecchio digitale a forma di libro il quale, una volta sfiorato, cambia immagine, mostrandoci i volti dei preti che più hanno partecipato alla storia d’Italia.
    Allego un video che mostra il funzionamento di questo libro multimediale: http://s1210.photobucket.com/albums/cc409/valeriavittoriabucelli/?action=view&current=SDC11201.mp4#comments

  8. giovannagennatiempo says:

    Concordo totalmente con Emanuele quando sostiene che la visione che è stata data della Chiesa è stereotipata ed a mio avviso un po’ scarna. Ci tengo però a fare una precisazione: qui si parla di Chiesa, non di religione. Sono d’accordo con Susanna e Beatrice nel sostenere che la religione sia un fatto privato e che, al giorno d’oggi, essa sia causa di esclusione di tutte quelle realtà, migratorie e non, che non consentono più di considerare l’Italia unitariamente cattolica.
    A mio avviso, però, il termine Chiesa deve essere contestualizzato. Il quesito che mi sono posta è stato: in che modo essa ha contribuito a “fare gli italiani”? Non mi riferisco solamente all’unità di credo (basti pensare che il cattolicesimo era ritenuto religione di Stato già nello Statuto Albertino del 1848) ma a come la Chiesa sia riuscita a infondere nei suoi credenti un senso di unità e di fratellanza inscindibili.
    Ritengo doveroso inserire due episodi che rendono bene la particolarità del caso italiano:

    1. La Giornata Mondiale della Gioventù tenutasi a Roma nel 2000 in occasione del Giubileo:

    2. L’intervento dei vigili del fuoco nel salvataggio della Sindone durante l’incendio nel Duomo di Torino nell’aprile del 1997:

  9. stefanoguidotti says:

    Arrivando in quest’area, la mia attenzione è stata subito attirata dai due grandi pannelli adiacenti sui quali viene proiettato il video di una processione. Sia questo elemento che il sottostante carro allegorico sono sicuramente legati alla scelta di privilegiare l’impatto visivo; la spettacolarizzazione di questi elementi contribuisce e rendere l’ambientazione suggestiva, così come la posizione nella parte più alta della mostra, che evoca una certa spiritualità.
    Tuttavia, come in alcune altre isole tematiche, ho trovato difficoltoso attribuire un significato funzionale all’allestimento.
    Foto processione: https://picasaweb.google.com/lh/photo/Gi5U41SDm56yExnwJ-pywsrR95g8t9x-uwtPbdpf2qI?feat=directlink

    Il meccanismo del libro interattivo mi è stato segnalato dai compagni
    Foto: https://picasaweb.google.com/lh/photo/PGcVHl1PVaFszrOXED9HCMrR95g8t9x-uwtPbdpf2qI?feat=directlink
    Data la ricorrenza di questo problema, relativo alla comprensione del funzionamento dei dispositivi interattivi, mi sorge un’ipotesi: le mancate spiegazioni potrebbero essere una scelta dei curatori, con l’obiettivo di aumentare la socializzazione tra i visitatori. Questa dimensione verrebbe incrementata nel momento in cui i visitatori si segnalano tra di loro le modalità d’utilizzo del dispositivo, o semplicemente osservando il comportamento degli altri.
    Inoltre, trovo interessante l’interpretazione di Susanna sulla posizione centrale del libro all’interno dell’area, che ne evidenzia la simbolicità di testo sacro.

    Relativamente al dibattito che si sta sviluppando su quest’isola tematica, penso che la presenza della “Chiesa” sia obbligata. Sono d’accordo con Giovanna quando dice che il tema qui trattato è la Chiesa e non la Religione, quindi non si tratta di offendere o escludere nessuno: è un dato di fatto storico. Che ci piaccia o meno, quest’istituzione è stata determinante nell’influenzare la nostra Storia, e continuerà ad esserlo. La Chiesa ha avuto un ruolo decisivo nella formazione dell’identità, della cultura, della politica e della società italiana, attraverso forti e continui processi di inclusione/esclusione. Proprio per questo, penso che sarebbe stata opportuna un’isola tematica che abbinasse alla spettacolarità dell’allestimento una maggior complessità dei contenuti.

    • chiararomanelli says:

      Mi ritrovo perfettamente d’accordo con gli interventi precedenti a questo: la Chiesa, nel bene e nel male, ha influenzato profondamente l’Italia e gli italiani; però non sono sicura che la sezione della mostra dedicata al tema riesca appieno a comunicare in che modi questo sia avvenuto.
      Nel complesso ho trovata quest’area abbastanza confusionaria e ambigua. Probabilmente ciò è dovuto in parte alla complessità e all’ancora grande attualità dell’argomento trattato.
      Anche il video raffigurante la processione, nonostante sia la prima cosa che si noti dell’area, provoca confusione e non riesce a dare chiari spunti di riflessione.

  10. beatricemaolucci says:

    “La buona novella” (1970) è il quarto album registrato in studio di Fabrizio De André.
    Quando gli fu chiesto per quale assurdo motivo, negli anni della contestazione giovanile, un cantautore rivoluzionario come lui avesse scritto un concept album dedicato a Gesù Cristo, lui rispose: “Perché Gesù Cristo è il più grande rivoluzionario della storia!”. Pertanto la scelta di puntare sui Vangeli apocrifi come traccia da seguire per elaborare la trama del disco. Un modo questo per scoprire la vocazione umana, terrena, a volte quasi sofferente, dolorante e quindi poi provocatoria e rivoluzionaria della figura storica di Gesù di Nazareth.

  11. veronicamolinari says:

    Tra i discorsi più celebri della storia della Chiesa va sicuramente ricordato quello di papa Giovanni, che è a noi tutti conosciuto come “il discorso della Luna”.

    Questo discorso è stato pronunciato, la sera dell’11 ottobre 1962, in occasione della serata di apertura del Concilio Vaticano II. Come si può vedere nel video sopra, l’atmosfera è molto toccante: la piazza è gremita di gente, disposta coreograficamente a croce, simbolo per eccellenza della passione, della morte e della resurrezione di Cristo. Anche la luna osserva curiosa “questo spettacolo” e quando il papa arriva alla finestra le parole che pronuncia sono semplici e poetiche: “toccano” il cuore degli italiani e li fanno sentire nei momenti di “tristezza e amarezza”, forse, meno soli.

  12. danielepilato says:

    L’importanza del tema della Chiesa per l’Italia e gli italiani è testimoniata da quanto scritto finora: il tema è molto caldo per la nostra generazione e lo è stato anche per le precedenti. I commenti che esulano dalla mostra fanno capire quanto sia presente la Chiesa nel nostro Paese e quindi nelle nostre vite.
    Sono d’accordo con Stefano R. su quanto ha detto riguardo al carro: i festeggiamenti per il santo patrono di città e paesi italiani sono un aspetto molto radicato sul territorio, che restituisce a chi guarda una faccia dell’Italia molto vera. Non trovo che festeggiare un santo sia ostentare la propria religiosità, ma fanno parte della tradizione di molte persone; ovvio che un carro del genere può dare questa idea e per questo avrei preferito la classica statua di un santo con le assi per trasportarlo, a testimonianza di questo fenomeno italiano.
    Personalmente, il video della processione mi è piaciuto molto ma non so granchè giustificare le sensazioni che ho provato guardandolo: le figure impersonali che camminano in fila indiana, seminascoste nell’ombra danno un’idea di autorità ma allo stesso tempo di mistero. E a proposito di mistero, avrei una domanda per voi: qualcuno mi saprebbe spiegare (se l’ha colto) come mai nel video alcuni personaggi si alzavano in volo verso l’alto?? Una banale spiegazione può essere un “richiamo dal cielo”, però credo ci sia qualcos’altro dietro. Questo particolare mi ha colpito e incuriosito.

    Vorrei soffermarmi su quanto detto da Beatrice e ribadito da altri, riguardo l’assenza di tanti aspetti legati alla Chiesa. Io credo sinceramente che questo discorso valga per l’intera mostra: tutti i macrotemi sono affrontati velocemente e in poco spazio, tralasciando tantissime cose. Probabilmente le alternative erano poche, visto lo spazio a disposizione o la dimensione degli argomenti. Approfondirò questo tema nel commento generale alla mostra, per non ripetermi a ogni isola e non sembrare troppo “polemico”.
    Apprezzo moltissimo l’intervento, ancora di Beatrice, su De Andrè: la visione del grande cantautore genovese della religione non è per niente eretica, come recitavano le accuse a lui rivolte. De Andrè è la dimostrazione che ognuno può interpretare la vita e, in questo caso, la religione a modo suo, senza per questo escludere o insultare nessuno.

  13. silviafrancescacalvi says:

    Difficile analizzare questa isola tematica in maniera più approfondita rispetto a quanto detto dagli altri utenti. Gli interventi qui sopra hanno espresso la maggior parte delle considerazioni che ho in mente e ringrazio Francesca per aver segnalato il libro multimediale, ancora una volta non di facile percezione.
    L’area è forse dominata dalla proiezione della processione (stereotipata, sì, ma ottima caratterizzazione dell’espressione “gregge del Signore”), in fase ascendente e relativa posizione diagonale degli schermi – i quali conferiscono una suggestione di dinamismo all’installazione – e dal carro allegorico – che personalmente ho trovato pacchiano e poco attinente al tema.
    E’ giusto trattare la questione del Vaticano e non della religione in senso più ampio (il Vaticano è di per sè italiano e – che ci piaccia o meno – ha sempre influenzato e tutt’ora agisce sulle decisioni di politica interna), ma avrei scelto un altro elemento al posto del carro come elemento rappresentativo.

  14. lorenzovalle88 says:

    Di questa isola tematica mi sono piaciuti quasi solo due dettagli: il video della processione in cui ogni tanto qualcuno si libra in volo e sparisce (la cosa mi ha sorpreso e fatto sorridere) e gli angioletti appesi sopra il carro allegorico, di cui ho apprezzato l’effetto “spaziale”, ben visibili in questa foto: http://i2.photobucket.com/albums/y24/ScizLor/P1070422.jpg.

    Anche io sono d’accordo con Giovanna riguardo alla distinzione tra Chiesa e religione, e mi chiedo quale delle due abbia più contribuito alla formazione di una cultura italiana comune. La Chiesa, come ha ricordato Veronica, si oppose con tutte le sue forze alla formazione dello Stato italiano unitario, e tuttora il Vaticano è uno Stato a sé stante; eppure la dottrina cattolica che essa diffonde ha indubbiamente unito larghe fette di popolazione, anche in senso politico: si pensi al partito della Democrazia Cristiana e alla sua attività cinquantennale nel governo italiano.

    Mi vengono in mente i vari film di Don Camillo e l’Onorevole Peppone, prodotti principalmente tra il 1952 e il 1965, che raccontano la lotta ideologica e all’occorrenza fisica tra il parroco e il sindaco comunista di un paesino romagnolo, sullo sfondo dell’Italia nella ripresa del dopoguerra.


  15. francescabilotta says:

    Trovo che l’importanza della Chiesa per il nostro Paese sia in quest’area tematica rappresentata poco e male: non ho capito il senso del video con le persone che ad un certo punto si librano in volo, così come poco significativa mi è sembrata la presenza del carro. Per carità, oggetto interessante dal punto di vista artigianale ma, non essendo accompagnato da efficace didascalia, difficilmente comprensibile ai più…
    Carina l’idea del libro centrale, ma anche in questo caso interattività non segnalata e quindi mal sfruttata dalla maggior parte dei visitatori. Personalmente, a video, avrei privilegiato un montaggio sui Papi che sono stati importanti per la nostra storia mentre, accanto al carro, avrei posto contenuti video e audio relativi alle processioni che si svolgono in molte Regioni, così da chiarirne il senso in quella determinata posizione.

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