Immagini e immaginario

16 Responses to Immagini e immaginario

  1. francescapitera says:

    Lo schermo all’interno di quest’isola fornisce ai visitatori spezzoni di film italiani (Gomorra per esempio), i quali aiutano a immaginare e conoscere il nostro paese. La commedia all’italiana è sicuramente uno dei nostri patrimoni da difendere e ho trovato molto appropriata la scelta di alcuni film proposti. Io avrei aggiunto le immagini del film “Mio fratello è figlio unico” del 2007, diretto da Daniele Luchetti e ispirato al libro di Antonio Pennacchi “il fasciocomunista”. Inoltre, il film è stato riconosciuto come d’interesse culturale nazionale dalla Direzione Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali italiano.

  2. Foto raffigurante la pausa di riflessione e confronto sulla prima parte della mostra:
    https://picasaweb.google.com/lh/photo/eedVXMN5pB47YA8K-O3bc9yfYEl0UGB_7gywBsQScBw?feat=directlink

    A questo punto della mostra ci siamo scambiati le prime impressioni “a caldo” dell’esperienza. A distanza di alcune settimane è difficile ricordare con precisione gli effetti che l’allestimento ci ha trasmesso, sicuramente – come ho notato in quell’occasione – i rumori delle diverse isole di sottofondo all’audio dei video dell’area intitolata “Immagini e immaginario” – che ricorda una via di mezzo tra la sala cinematografica e un’arena – mi hanno colpito. Credo che l’Italia e di conseguenza gli italiani siano una nazione rumorosa. Penso al paragone con il silenzio religioso della metropolitana (tube) londinese rotto, a volte, dai turisti.

  3. In quest’isola c’è un grande omaggio al cinema che è un medium in grado di raccontare la storia, gli usi e i costumi di un popolo.

    Un pannello all’uscita della mostra presenta alcune parole chiave:
    https://picasaweb.google.com/lh/photo/Rwx_RWRnniZJZPm5U7OkFNyfYEl0UGB_7gywBsQScBw?feat=directlink

  4. stefanoguidotti says:

    Trovo curioso l’inserimento dell’immagine de “Il Palazzo dell’America Latina all’Esposizione di Torino 1911”, invece che di un video relativo a un film italiano: è in linea con il titolo di questa sezione (Immagini e Immaginario), ma fuori luogo rispetto al cinema, unico protagonista di quest’isola tematica della mostra. Voi cosa ne pensate?

    In quest’area, l’evocazione della sala cinematografica risulta evidente e, a differenza di altre isole, l’ambientazione è tanto semplice quanto esaustiva e funzionale. Inoltre, la zona fornisce un momento di relax, durante il quale è possibile gustarsi alcune scene di bellissimi film italiani. Penso che la scelta di privilegiare il cinema come simbolo dell’immaginario nazionale sia corretta: è il medium che richiama in modo più immediato differenti storie associate a immagini di forte impatto, condivise e riconosciute dalla maggior parte della popolazione. La capacità del cinema di trattare numerosi temi, tra cui epoche passate della nostra Storia, coinvolgendo ed emozionando gli spettatori, lo rendono un narratore unico e speciale.

    L’intervento di Francesca mi ha ricordato che non avevo ancora visto “Mio fratello è figlio unico”, così ho subito rimediato: gran bel film. Lo considero uno di quei prodotti che, inserendosi nei processi di formazione dell’identità nazionale, contribuiscono a costruire un’immagine e una visione di una certa fase storica italiana, soprattutto per chi quegli anni non li ha vissuti.

  5. beatricemaolucci says:

    Il ragazzo di campagna, con Renato Pozzetto, un film che avrei piacevolmente inserito tra gli altri…

  6. valeriavittoriabucelli says:

    Concordo con Stefano per quanto riguarda l’inserimento dell’immagine de “Il Palazzo dell’America Latina all’Esposizione di Torino 1911”: data la struttura dell’isola tematica, avrei messo il video o il trailer di un film italiano in apertura di questa sezione del sito.

    Quest’area evoca una sala cinematografica: la zona permette al visitatore di sedersi per alcuni minuti e osservare in relax spezzoni di film italiani. Il cinema ha la capacità di trattare temi molto diversi, evocando nello spettatore emozioni particolari.
    Trovo che quest’isola tematica sia un ottimo modo per omaggiare il cinema italiano, simbolo dell’immaginario nazionale

  7. stefanoramondetti says:

    Concordo sull’importanza del cinema all’interno della cultura e dell’immaginario nazionale: tra l’altro è (stato) uno dei più importanti mezzi attraverso cui far conoscere all’estero il concetto di “italianità” senza doversi per forza collegare ad epoche precedenti (mi vengono in mente i vari De Sica, Rossellini, Gassman). In altre parole, è probabilmente l’espressione meglio riuscita della cultura italiana nel vero senso del termine, ovvero non a livello puramente territoriale, di patrimonio storico, ma di costruzione collettiva da parte di un popolo che si sente tale all’interno di determinati confini nazionali.

    Per quanto riguarda la mostra, sinceramente non ho seguito con molta attenzione le immagini che scorrevano sullo schermo, quindi non sono in grado di dare un giudizio sui contenuti dell’area; in ogni caso, avrei apprezzato molto (e nel caso non ci fosse stato, l’avrei inserito) la presenza di almeno uno spezzone tratto da uno dei film di Fantozzi, che ritengo siano troppo spesso relegati alla categoria del comico senza considerarne la profondità e la portata sociale del messaggio, il quale si rivela, invece (collegandomi alla classificazione di Pirandello), umoristico: tra una risata e l’altra vengono infatti messi a nudo le caratteristiche, i luoghi comuni, ma anche e soprattutto le ingiustizie della società italiana.
    A questo proposito, inserisco il link del finale del primo film, anche se le scene che meriterebbero menzione sono molte:

  8. Al museo del Risorgimento c’è una sala dedicata al cinema, esattamente a metà mostra. Foto sotto:
    https://picasaweb.google.com/lh/photo/OqRSnWTHqKgK–bhhYc1gFZROB0AiFE-UMbTYlwpwYA?feat=directlink

    Ritengo si tratta di una trovata molto intelligente – in parte ripresa nell’isola “immagini e immaginario” anch’essa quasi a metà percorso delle Ogr ma più simile all’ultima sala (foto sotto) al termine della mostra “Fare gli italiani” :

    https://picasaweb.google.com/lh/photo/iK6_9X3Mahx0uE0gXkztb9yfYEl0UGB_7gywBsQScBw?feat=directlink
    (La sala delle Ogr nella foto ricorda una cattedrale)

  9. REFUSO: Ovviamente nel post precedente intendevo scrivere ritengo SI TRATTI

  10. silviafrancescacalvi says:

    A differenza delle altre isole tematiche, ho trovato questa sezione del tutto inadeguata al tema che vuole trattare. Parlare di immaginario e immagini attraverso il cinema è sicuramente un buon metodo, perchè – come hanno notato già nei post precedenti – si tratta di un medium che molto influenzò il Paese e la sua costruzione di usi e costumi.

    Tuttavia, che ne è dell’immaginario, se esso viene “propinato” al pubblico in un’arena, attraverso qualche proiezione, lasciando gli utenti della mostra in totale passività, laddove forse dovrebbero avere un maggior approccio al tema?

    Personalmente, avrei progettato quest’isola in maniera totalmente differente:

    – dando più spazio a differenti media, in primis (tv, cinema, radio, ma anche prodotti di consumo, pubblicità, libri, giornali)
    – aumentando esponenzialmente i dispositivi multimediali, per dare una sensazione di interazione tra pubblico e oggetto della mostra: che immaginario è, se non può essere “pensato” dagli italiani stessi?

  11. danielepilato says:

    Concordo pienamente con il post precedente di Silvia. Ho trovato quest’isola tematica molto banale e frettolosa: se l’intento era quello di ricreare un cinema (già discutibile) perlomeno avrei inserito delle vecchie sedie o poltrone da cinema e avrei ricostruito una sala cinematografica storica, non certo qualche anonimo gradone di fronte a uno schermo. Non a caso è l’isola che mi è rimasta meno impressa e che ho fatto più fatica a collegare al titolo Immagini e immaginario. La città che ospita uno dei migliori musei del cinema d’Europa avrebbe certo potuto fare di meglio, ispirandosi alle location ricreate alla Mole Antonelliana che tanto mi fanno pensare al concetto di “immaginario”.
    Ovviamente il cinema è ed è stato un elemento importante nella nostra storia e credo sia stato giusto dedicargli uno spazio in cui rispolverare le grandi pellicole che hanno riscosso successo in Italia e all’estero, mostrando al mondo la (dolce) vita italiana o usi e costumi degli italiani.
    A questo proposito mi piace ricordare una delle scene che più di ogni altra mi fanno emozionare tutte le volte che la vedo: la celebrazione di un film italiano all’estero. In questo caso si tratta della consegna del Premio Oscar a Roberto Benigni per La vita è bella. La gioia di Sofia Loren quando pronuncia “Roberto!!” e l’ensusiasmo di Benigni nel ricevere il premio rappresentano precisamente l’immagine che vorrei che componesse l’immaginario dell’Italia nel mondo. Una delle poche cose che mi rendono orgoglioso di essere italiano.

  12. veronicamolinari says:

    L’isola tematica Immagini e immaginario è quella che mi “sfugge” di più; probabilmente perché in questo punto della visita ci siamo soffermati a discutere e a mettere a fuoco i nostri primi “impatti”, le nostre “fresche” impressioni sulla prima parte del percorso espositivo.

    Come già detto dai miei colleghi, la sezione “accoglie” il visitatore in uno spazio “ibrido”, su gradoni, all’interno del quale è possibile soffermarsi ed osservare “spezzoni” significativi di alcuni film italiani. Tuttavia, come dice Silvia, una maggior interazione visitatore-mostra sarebbe stata interessante. Magari permettendo ai fruitori di selezionare, a loro piacimento, le parti di film da visualizzare, con la possibilità di creare una “classifica” personale, composta dai video che, nella loro opinione, rappresentano al meglio il cinema italiano ed il tema “Fare gli italiani” che è specifico nella mostra.

  13. stefanoguidotti says:

    Rimango dell’idea che la semplicità sia il punto forte di questa sala; in effetti, però, si poteva curare meglio l’allestimento (ad esempio con poltroncine e non gradoni).
    Ecco la foto della sala: https://picasaweb.google.com/lh/photo/3LB8Qx_UIR42jaaHC95YmMrR95g8t9x-uwtPbdpf2qI?feat=directlink
    L’ho scattata in un momento fortunato: l’immagine sullo schermo è colma di tante persone, l’una vicina all’altra, ed è molto rappresentativa dell’idea di popolo e immaginario nazionale.

    Il video postato Daniele sulla consegna dell’Oscar a Benigni mostra un momento fantastico: anche io vorrei che fosse questa l’immagine dell’Italia nel Mondo.

  14. lorenzovalle88 says:

    Sono d’accordo con Silvia e Daniele, questa sala riesce a essere una delle più spoglie e insoddisfacenti di tutta la mostra, sia per il suo contenuto (un montaggio di bei filmati, e basta) sia per lo spazio adibito all’utenza (dei gradoni tristissimi). Come già detto, delle poltroncine vecchio stile avrebbero donato perlomeno un po’ di atmosfera alla sala. Se non altro, quest’area funge da punto relax in cui sedersi e riposarsi qualche minuto, e nel nostro caso discutere su quanto visto nella prima metà della mostra. La classe che pende dalle labbra del tenebroso oratore Stefano R.: http://i2.photobucket.com/albums/y24/ScizLor/P1070429.jpg; un fotogramma di uno degli spezzoni (qualcuno saprebbe dirmi di che film si trattava?), i cui soggetti sono dei giovanissimi balilla fascisti in addestramento militaresco: http://i2.photobucket.com/albums/y24/ScizLor/P1070434.jpg.

    Parlando di immaginario cinematografico italiano, la prima scena mancante nella proiezione della sala che mi viene in mente è quella del bagno di Anita Ekberg nella fontana di Trevi, tratta da La dolce vita di Federico Fellini. Una scena famosissima, simbolo dell’Italia “bel paese” anche all’estero.

    • vero305968 says:

      Concordo pienamente, la scena rappresenta il meglio del nostro essere italiani: l’eleganza, la bellezza, l’arte (fontana di Trevi), il piacere di vivere, Tratti che tutto il mondo ci invidia e che dovremmo ricordare più spesso.

  15. chiararomanelli says:

    Devo dire che probabilmente questa è una delle aree che ho maggiormente apprezzato della mostra. Probabilmente, come hanno detto molti miei colleghi, si poteva realizzare qualcosa di maggiormente interattivo e originale, ma onestamente dopo un’ora di visita ho apprezzato molto la possibilità di potermi sedere con tranquillità e godermi qualche spezzone di film.
    Il fatto che sia collocato a metà della mostra, inoltre, da l’idea che si tratti di uno spazio di interconnessione e di frattura nello stesso tempo. Se si fa attenzione, da quel momento in poi quasi tutte le isole tematiche dedicano gran spazio al tema dei media (le lettere nella prima guerra mondiale, la radio nella seconda, la televisione…).
    Credo che nella storia d’Italia l’arrivo del cinema sia stato un momento di profondo cambiamento e di inclusione, e che pertanto non si poteva assolutamente lasciarlo fuori dalla mostra.
    Inoltre il cinema ha svolto un ruolo fondamentale non solo nel comunicare l’identità degli italiani, ma anche, e soprattutto, a crearla e diffonderla.

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