I trasporti

Hanno rubato un tram,  Aldo Fabrizi, Mario Bonnard, 1954

14 Responses to I trasporti

  1. Video girato con Nikon D5000 durante la visita del 25/05/2011 alle Ogr (Trasporti)

    Link video:

    Una guida della mostra “Fare gli italiani” (isola tematica sui “Trasporti”) illustra il significato della riproduzione in scala dell’Italia dove sono indicate le principali vie di trasporto (ferroviaria, autostradale, linee aeree) tra le quali figura anche il fiume Po per le sue parti navigabili.

    Nel plastico dell’Italia in miniatura s’illuminano alcune scie colorate, in ordine cronologico e corrispondente al periodo in cui sono nate le infrastrutture. Contemporaneamente, due video mostrano l’uno la nascita delle infrastrutture stesse, l’altro i costumi degli italiani corrispondenti ad ogni epoca. Questo aspetto ha attirato la nostra attenzione grazie alla descrizione della guida.

    Da sottolineare l’interattività dell’installazione con i visitatori; camminando lungo il contorno dei confini della penisola italiana, infatti, un sensore riconosce il corpo del passante e crea una linea bianca che si collega con eventuali altri visitatori in transito. La guida spiega che l’effetto rappresenta le linee wireless definite “la nuova frontiera delle comunicazioni”.

    Come sottolineato in precedenza, la presenza di una guida che racconti cosa accade nell’isola tematica – caratterizzata dalla compresenza di molti stimoli comunicativi e anche multimediali – aiuta il visitatore a notare alcuni particolari che con un’osservazione superficiale potrebbe non cogliere.

  2. giovannagennatiempo says:

    Ho apprezzato molto la presenza della guida e onestamente mi domando perché, data la scarsità di indicazioni lungo il percorso, non ve ne fossero di più dislocate nelle varie aree tematiche.

    L’idea della progressiva apparizione su un’Italia “al buio” delle varie infrastrutture sincronizzate con due schermi che ne indicavano le date di costruzione ha decisamente reso molto comprensibile la fruizione.

  3. francescapitera says:

    Il dispositivo all’interno di quest’area mi ha incuriosito molto ed ho apprezzato la presenza della guida, la quale ci ha spiegato come funzionava il tutto e qual’era il ruolo dei due schermi posti ai lati della “penisola” ( http://i1127.photobucket.com/albums/l629/Freeenci/itrasporti.jpg ).

    Penso che, nonostante la presenza del ragazzo incaricato, sarebbe stato utile aggiungere anche un pannello esplicativo dell’attività e, come Giovanna, mi sono chiesta anch’io come mai vicino ai diversi dispositivi presenti lungo tutto il percorso della mostra non fossero presenti altri “ciceroni”.

    Infine, mi ha colpito molto il fatto che oltre alle reti autostradali, ferroviarie, navali e aeree, sia stata inserita anche la rete wireless, definita “la nuova frontiera delle comunicazioni”: penso che essa sia importante soprattutto per uno studente di scienze della comunicazione che negli anni ha capito, più di altri, quali straordinari cambiamenti tecnologici e sociali ha portato con sè.

  4. stefanoramondetti says:

    I trasporti hanno avuto un ruolo fondamentale nella formazione dello stato e soprattutto della popolazione italiana: proprio grazie ad essi, infatti, le diverse culture regionali si sono potuti avvicinare sempre di più e, cosa fondamentale, incominciare a conoscersi e capirsi reciprocamente. Ne è stato un esempio il fenomeno delle migrazioni, trattato in un’altra sezione della mostra; allo stesso tempo, penso che il loro ruolo fondamentale sia stato quello di rendere sempre più accessibili luoghi ritenuti in precedenza troppo lontani e, quindi, irraggiungibili a meno che non si disponesse di un buon capitale di tempo e denaro. Il potenziamento delle possibilità di spostamento è stato sicuramente determinante nel favorire una conoscenza ed una consapevolezza sempre maggiore della realtà nazionale, per esempio attraverso il fenomeno del turismo; esso ha tratto senza dubbio un fortissimo impulso anche grazie alla progressiva espansione e miglioramento delle infrastrutture. Oltre a questo aspetto più socio-culturale, non va dimenticato, inoltre, il loro impatto a livello economico e commerciale: i trasporti hanno contribuito al miglioramento degli standard di vita nel nostro paese, in particolare nella fase del boom economico.

    Trovo quindi giusto l’inserimento di questa sezione all’interno della mostra, ed ho anche apprezzato moltissimo il modo in cui è stata allestita: l’attenzione è subito catturata dal dispositivo già descritto da Emanuele, un modo moderno e coinvolgente per integrare il livello spaziale e temporale dello sviluppo dei trasporti. La presenza dei video ai lati dell’installazione completa a livello di contenuti la sezione: in uno è possibile vedere come erano effettivamente le infrastrutture, che nel plastico non sono altro che semplici linee colorate; nell’altro i costumi degli italiani, a conferma della loro influenza anche su fattori sociali e culturali. Infine, come giustamente osservato da Emanuele e Giovanna, questa area tematica è resa comprensibile e pienamente fruibile grazie alla presenza della guida.


    il dispositivo


    video sulle infrastrutture

  5. valeriavittoriabucelli says:

    Ho apprezzato molto quest’area dedicata ai trasporti sia per l’installazione interattiva, sia per la presenza della guida che ne spiegava il funzionamento.

    (Video che mostra il funzionamento del dispositivo presente nell’area dedicata ai “Trasporti”).

    In quest’area era posizionato un plastico raffigurante un’Italia in miniatura. All’interno di questo plastico si accendevano alcune scie colorate, raffiguranti le linee di trasporto presenti nella nostra Penisola. L’accensione delle scie avviene in ordine cronologico, in base alla data di realizzazione dell’infrastruttura.

    Come Francesca, ho trovato molto significativo il fatto che, oltre alle linee di trasporto “tradizionali”, sia stata inserita anche una scia luminosa dedicata alla rete wireless che consente il trasporto di informazioni tra diversi dispositivi elettronici che non fanno uso di cavi.
    Camminando intorno al plastico, il visitatore è seguito nel suo percorso da una scia che lo collega con le altre persone presenti lungo i confini dell’Italia.

    La presenza della guida mi ha permesso di cogliere fino in fondo le potenzialità e le caratteristiche di quest’area, cosa che non è stata possibile negli altri punti interattivi dislocati lungo tutta la mostra.


    (Particolare del plastico)

  6. Appurato che la presenza di “ciceroni” e di pannelli sia indispensabile al visitatore, concordo con Stefano sulla valenza dei trasporti anche dal punto di vista turistico (Torino imparerà la lezione? Magari iniziando a riflettere sulla “storia infinita” della metropolitana).

    Ieri ho avuto modo di visitare il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano a Palazzo Carignano con una guida “personale” che ringrazio: anche lei è una studentessa dell’Università degli Studi. Nell’esperienza che ho potuto fare ho raccolto alcuni spunti di riflessione e paragone fra due mostre che presentano alcuni periodi storici e scopi in comune, realizzati e raggiunti con metodologie diverse ma sicuramente con risultati interessanti.

    Il paragone con l’altra mostra (inaugurata proprio in occasione dei festeggiamenti del 150° dopo aver chiuso i battenti nel 2006 dopo le Olimpiadi) che suggerisco in questa sezione dedicata all’isola dei trasporti è prima di tutto quello dell’Italia in miniatura. A Palazzo Carignano esiste una installazione con l’Europa in miniatura calpestabile (possibilità molto apprezzata dalle scolaresche). Mi scuso anticipatamente per la scarsa qualità delle foto (non essendo permesso farle mi sono limitato ad usare una compatta senza utilizzare il flash).

    Link alla foto scattata martedì 14 giugno presso Palazzo Carignano con NIkon S220
    https://picasaweb.google.com/lh/photo/vEja8K1aTHGhUxVVFbc6MVZROB0AiFE-UMbTYlwpwYA?feat=directlink

    Il soggetto della fotografia raffigura l’impero Napoleonico. In questa sala le guide raccontano al visitatore che “si può calpestare l’impero raffigurato sul pavimento esattamente come Napoleone ci galoppava”.

  7. stefanoguidotti says:

    Per quest’area i curatori hanno scelto un approccio diverso, innovativo e originale. A differenza delle altre isole, nelle quali sono esposti differenti oggetti e strumenti, qui non sono state
    ad esempio inserite riproduzioni di mezzi di trasporto. Il protagonista assoluto è il plastico, già descritto perfettamente dai miei compagni nei post precedenti.
    Secondo me, questa è una delle poche isole tematiche in cui l’allestimento tecnologico, innovativo e originale si accompagna a una reale efficacia comunicativa. Data l’impossibilità di focalizzarsi su ogni aspetto, un’esposizione è il risultato di una linea interpretativa: le scelte si possono discutere, l’importante è che idee e contenuti vengano espressi nel miglior modo possibile. Allestimento e messaggio, significante e significato dovrebbero compenetrarsi.
    Il plastico riesce a fornire un colpo d’occhio totale sulla rete dei trasporti in Italia e sulla loro evoluzione cronologica, anche grazie ai video di approfondimento. Tuttavia, la scelta tematica più originale è relativa allo strumento interattivo che rappresenta le reti di comunicazione wireless. Penso sia importante evidenziare lo stretto rapporto che esiste tra le infrastrutture per i trasporti e le reti di comunicazione, elettriche, telefoniche e infomatiche. L’integrazione tra questi due processi costituisce uno dei fattori fondamentali per l’unione economica, culturale e sociale del Paese.
    Il sensore che collega i visitatori attraverso una linea bianca crea un interessante ambiente interattivo. Rispetto al momento in cui noi abbiamo visitato la mostra, nel video inserito da Valeria si vede un maggior numero di persone camminare intorno al plastico: l’effetto del dispositivo risulta alquanto incrementato. L’area concede ai visitatori una dimensione sociale in cui relazionarsi, riproducendo le opportunità offerte dalle vie di comunicazione.
    Ho apprezzato sia la scelta tematica, sia gli strumenti comunicativi utlizzati per trasmetterla.
    Foto: https://picasaweb.google.com/lh/photo/r72oiOUSuWH98i3PvqJIzsrR95g8t9x-uwtPbdpf2qI?feat=directlink

    Le linee bianche prodotte dal sensore possono anche ricordare l’immagine della homepage di Facebook: http://www.guadagnare-online.net/wp-content/uploads/2011/05/facebook-traffico.png

  8. veronicamolinari says:

    La scelta di presentare la tematica dei Trasporti attraverso un plastico, in scala, dell’Italia è decisamente azzeccata. In questo modo è infatti possibile presentare la “situazione specifica” in ogni settore, dalle infrastrutture “più anziane”, come le ferrovie, sino a quelle ultramoderne, come la rete wireless, riguardante l’intera penisola. Anch’io come altri, ho molto apprezzato, in quest’area, la presenza della guida. Effettivamente, come sostengono Giovanna e Francesca, una maggior presenza di personale competente nelle sale della mostra non sarebbe stata cosa sgradita. In tal caso, probabilmente, le molte “sviste” che sono emerse da questa nostra “discussione” (in generale) non avrebbero avuto luogo, ma questo sarebbe stato anche un po’ “un peccato”, in quanto non saremmo stati coinvolti in questa esperienza, che si è decisamente rivelata utile, per mettere a fuoco riflessioni, punti di vista ed interpretazioni molto interessanti. A parte questo, per me, alcune informazioni “rivelate” qui sono state molto utili ed efficaci: credo infatti che non sarei riuscita a comprendere tutti gli “sviluppi” infrastrutturali da sola.

    Particolarmente significativa è la scia luminosa che unisce i visitatori in movimento intorno al plastico. Forse, il suo scopo è quello di creare un “nuovo collegamento”, una nuova infrastruttura, quella tra persone, che è molto importante e necessaria per il potenziamento e lo sviluppo di quello che, in questo campo, è già “stato fatto”.

  9. silviafrancescacalvi says:

    Area tematica particolarmente azzeccata, quella dei trasporti. Interamente giocata sull’interazione mostra-visitatore e – per la prima volta nella mostra – sull’interazione visitatore – visitatore.
    Questo alto livello di interattività è confermato dalla presenza di una guida, metodo di comunicazone sicuramente più “umano” di una fredda didascalia con “le istruzioni per l’uso” a cui non si possono rivolgere domande.
    Il dispositivo dell’Italia sul pavimento è uno dei più efficaci all’interno della mostra e concordo con quanto detto sopra circa l’importanza dei temi dei trasporti.
    Ne approfitto per segnalare, quindi, la vicinanza di metodi espositivi e dispositivi multimediali con il Kelvingrove Art Gallery and di Glasgow (UK), in cui la storia nazionale scozzese è trattata attraverso differenti aree espositive e tematiche che pongono lo spettatore in un ruolo da protagonista, chiamato a “giocare” con il museo per scoprire le informazioni, mai comunicate in maniera didascalica.

    (link alla pagina glasgowlife.org del museo, che purtroppo non ha un sito internet: http://www.glasgowlife.org.uk/museums/our-museums/kelvingrove/visiting/Displays/First%20Floor/History%20Discovery%20Centre/Pages/default.aspx)

  10. lorenzovalle88 says:

    Non credo di poter riassumere il contenuto di questa sala e il suo significato meglio di quanto hanno già fatto Emanuele e i due Stefano, e concordo con Veronica riguardo all’importanza della guida nella comprensione dei dispositivi.

    Per l’esame di Sistema media e linguaggio televisivo sto leggendo “Essere digitali”, saggio dell’esperto di comunicazione digitale americano Nicholas Negroponte. Egli dedica le prime parti del volume a illustrare le differenze meno ovvie tra la spedizione di beni fisici e l’invio di informazioni digitali, riassunti in “atomi e bit”, e a fare previsioni sui futuri sviluppi delle telecomunicazioni. Durante la lettura mi è tornata in mente “l’Italia luminosa” della sala Trasporti, e sull’importanza che si è voluta dare nel dispositivo alle connessioni informatiche presenti sul territorio italiano. Nel 1995 Negroponte si concentrava sul miglior utilizzo dei cavi telefonici e sulla ventura evoluzione dei cd-rom, mentre, oggi, immaginavo, si soffermerebbe sulle reti wireless, sulla fibra ottica di nuova generazione e su portali e database di enti pubblici come mediateche e archivi storici. L’Italia ha ancora molta strada da fare in questo senso, com’è noto le nostre infrastrutture per la trasmissione dei dati sono arretrate e inadeguate, e mancano i piani di sviluppo e gli adeguati finanziamenti necessari per colmare queste lacune, come si può leggere qui: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/06/14/news/agcom_internet_impantanata-17677637/. I trasporti digitali sono diventati essenziali nelle nostre vite quotidiane, in alcuni casi anche più importanti dei trasporti fisici, e la crisi italiana delle strutture per le telecomunicazioni non può che destare forte preoccupazione.

  11. danielepilato says:

    Se mi parlassero di un’isola tematica dedicata ai trasporti, sull’onda della visita alle OGR, penserei subito a un’esposizione di vecchi bus o tram italiani o magari la ricostruzione di una strada con i mezzi posti su essa e, perchè no, visitabili. Sulla scia de Le Campagne, La Scuola o La Prima Guerra Mondiale, che hanno seguito questa filosofia espositiva, avrei pensato a qualcosa di più concreto; invece, con grande sorpresa, si gira l’angolo e si approda in una sala colorata e illuminata, in netto contrasto con buona parte del resto della mostra. L’Italia dei trasporti è una trovata molto interessante per esprimere le comunicazioni stradali, ferroviarie e aeree, nonchè le ultime tecnologie legate ai collegamenti internet tra persone. Il vantaggio di questa sala, che è poi quello delle sezioni più riuscite della mostra, è quello di non avere la presunzione di raccontare tutto riguardo un certo argomento; attraverso un’installazione semplice e diretta si riesce a evocare nei visitatori tutto il mondo a cui ci si vuole riferire, così come accade ne Le Migrazioni.
    Apprezzo ovviamente anch’io la presenza della guida in questo caso, ma non sono del tutto d’accordo con Emanuele circa la necessità di pannelli informativi ovunque: personalmente, mi piace esplorare ciò che visito liberamente e stupirmi dei meccanismi interattivi. Inoltre, non mi pare che la mostra Fare gli italiani sia così densa di elementi, a tal punto da non permettere di cogliere gli elementi più originali, come la lavagna, il libro o le foto proiettate che si animano.

    A proposito di comunicazioni autostradali, impossibile non citare il triste fenomeno tutto italiano della A3 Salerno-Reggio Calabria, fonte di numerosi discorsi e battute comiche. Un esempio efficace è rappresentato da una piccola sequenza di Benvenuti al Sud di Luca Miniero, in cui Claudio Bisio affronta per la prima volta l’impresa l’ardua impresa di percorrere questa autostrada.

  12. Susanna Aruga says:

    E’ un vero peccato che mi sia persa la spiegazione della guida, avrebbe reso l’area ancora più interessante! In ogni caso ho apprezzato moltissimo l’allestimento, perché senza dubbi esso fornisce un riassunto valido di questa tematica e una consona rappresentazione mediale dell’esperienza che vuole veicolare.
    Quando penso ai trasporti non posso non pensare agli autobus di linea che accompagnano i miei spostamenti da dieci anni, e allora per sdrammatizzare un po’ basta pensare a Fantozzi:

  13. beatricemaolucci says:

    I trasporti non sono solo vettori di merci e di uomini ma anche di pensieri e idee. Senza mezzi e vie di trasporto, l’Italia non sarebbe stata possibile, anche per la sua natura geografica e orografica. Oggi, nonostante la diffusione di idee e comunicazioni che internet garantisce, la vicinanza fisica e la prossimità ambientale sono ancora indispensabili per la comunione di beni e di persone.

    L’idea della mostra mi ha suggerito una sintesi empatica tra il mezzo e la persona che lo conduce, il mezzo può essere arido ma la persona no, soprattutto quando l’eroismo civile diventa il cemento spirituale di un percorso di aggregazione, cooperazione e fratellanza. A questo proposito cito una canzone del 1978 scritta dopo il terremoto del Friuli che racconta la storia di Pietro Menis,macchinista e medaglia d’oro che ha sacrificato la sua vita per salvare il treno e i suoi passeggeri.

    “Camporosso” di Enzo Maolucci:
    Camporosso, un treno dal confine a Pontebba non arriva più.
    Il Vienna -Roma è un tuono che scende disumano
    ma il rapido ha un cuore, il macchinista friulano.
    Tu sei Pieri, capo macchinista, la vita sui binari sempre in testa.
    [..]
    Pieri Pieri dimmi come fai. Sembri un treno, non ti stanchi mai.
    “mi piace sto lavoro, non sono come i preti,
    per me il locomotore è un Dio che non ha segreti
    […]
    A Camporosso un merci poco prima perdeva tre vagoni sui binari.
    A maggio tutti stanchi, e chi lo ha controllato?
    sul rapido che arriva se ne accorge chi è perduto.
    “Pieri pieri dimmi come stai? A chi pensi mentre fumi, corri e vai?”
    “Ho un figlio un po’ testone che non vuole lavorare,
    a scuola fa casino, torna a casa se gli pare”
    […]
    “Pieri, cosa sono quei vagoni?” “Waltre scappa in fondo, giù al motore,
    che qui siam fregati, non bastano i minuti,
    ma se deraglia il treno i viaggiatori son perduti”
    […]
    “pieri pieri vieni via!” “Vai giù ti dico e pensa a casa tua”
    la rapida frenata non va più controllata
    ma Pieri butta sabbia sui binari e il freno aiuta.
    […]
    A Camporosso un treno si è fermato. A Pontebba c’è un balcone ancora acceso.
    Tutti salvi meno uno, ma quel treno passa ancora,
    c’è un figlio un po’ testone che lo guida come allora.

  14. chiararomanelli says:

    Ho trovato il dispositivo presente in quest’area di grande effetto. Esso, oltre a rendere possibile una fruizione “sociale” della mostra (almeno io mi sono molto divertita con i miei compagni a “giocare” con l’exibit in modo forse poco professionale), offre molti spunti di riflessione.
    Esso in primo luogo aiuta a capire come lo sviluppo dei trasporti abbia permesso maggiori comunicazioni e possibilità di interazione fra le differenti regioni italiane.
    Altro tema presente è quello del territorio come bene comune, argomento più che attuale se si pensa al dibattito riguardo la TAV che si sta svolgendo proprio in questi giorni.
    Ulteriore spunto di riflessione, come notato dagli altri miei compagni, è quello di Internet e della rete wireless, i quali stanno permettendo un sostanziale annullamente delle dimensioni spaziali e temporali nella nostra società.

    Presento qui il link ad alcuni dati interessanti riguardo la diffusione negli anni della rete internet in Italia.

    http://www.gandalf.it/dati/dati3.htm

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